domenica 1 febbraio 2015

L'albero si conosce dai frutti

Ieri, 30 gennaio 2015, Sergio Mattarella, giudice della Consulta, è stato eletto Presidente della Repubblica Italiana con 665 voti, quantità invero non lontana dalla maggioranza qualificata che avrebbe permesso di eleggerlo fin dalla prima tornata. E, invece di rallegrarmi, questo alto numero di consensi politici mi preoccupa. Come mi preoccupa anche il totale disprezzo della norma che impone di votare anche la prima e la seconda volta. Ma lasciamo perdere questi dettagli.
Di alcuni elementi possiamo essere certi. Sergio Mattarella è un uomo colto che, della Costituzione Italiana e delle norme che ne derivano, sa tutto ciò che c'è da sapere. E' uomo delle istituzioni e non metterà mai in imbarazzo, né in Italia né all'estero, non farà mai le corna durante una foto di gruppo, non qualificherà mai di kapo nessuno che non sia stato riconosciuto tale da una sentenza di tribunale. Non innoverà, perché questa non è la sua funzione. Si muoverà sempre nella massima correttezza istituzionle e formale perché così ha sempre fatto.
Questi sono fatti indiscutibili, mentre sul resto c'è bagarre.
Da una parte c'è chi inneggia perché il fratello di Piersanti Mattarella può solo ed esclusivamente essere integro e scrupolosamente lontano anni luce da ogni atteggiamento o connivenza mafiosa, mentre dall'altra si scava nel comportamento della famiglia e magari degli antenati per vedere se qualche complicità ci sia mai stata e pare di sì, perché nessuno può mai avere una famiglia perfetta, in particolare se viene da una zona ad altissima densità mafiosa, però nessuno è tenuto a rispondere del comportamento altrui.
E allora facciamola finita.
L'albero si conosce dai frutti, l'uomo dal comportamento.
Per ora questo Uomo ha fatto un paio di cose che mi sono piaciute. E' andato alle Fosse Ardeatine e ha dedicato la sua nomina alla moglie e al fratello Piersanti ammazzato dalla mafia.
Raccogliamo con soddisfazione questi due frutti, che mi sembrano un programma.





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