venerdì 5 aprile 2013

bella Campania: il castello di Solofra


Nel periodo delle invasioni barbariche, quando la colonia romana di “Abellinum” rasa al suolo cessò di esistere, la pianura tra il fiume Sarno e la città di Salerno fu scossa dalla devastante guerra greco-gotica (535 – 555 d.C.). Fu proprio in questo periodo, teatro di guerre e incursioni continue, quando ormai le “villae” e la pianura furono abbandonate, che si formarono i primi arroccamenti di “Cortine del Cerro” protette da Chiancarola e “Cortine di S. Agata” protette dallo sperone di Castelluccia. Intorno al 570 d.C. i Longobardi espugnarono le regioni interne del Mezzogiorno (futura Longobardia Minor), dopo aver già conquistato tutta la parte nord della penisola italica. In special modo in Irpinia essi stabilirono diversi centri di potere e controllo militare su tutto il territorio assoggettato e grazie alla spiccata capacità di adattamento si integrarono perfettamente col tessuto sociale preesistente. Nel 572 d.C., durante il regno di Re Clefi, fondarono il Ducato di Benevento, città già molto fiorente in età romana perché ubicata poco distante dalla famosa Via Appia, stabilendovi la capitale dei loro domini nel sud Italia. In particolare, l’Irpinia venne suddivisa in trentadue distretti detti “gastaldati”, retti ognuno da un capo militare, il Gastaldo, al quale competevano funzioni amministrative, poteri giurisdizionale ed organizzazione militare, cose che gli consentivano di sviluppare una vera e propria signoria locale. Nacque, così, il “Gastaldato di Rota”, odierna città di Mercato S. Severino, dove fu inizialmente edificato un articolato presidio longobardo, cui furono legate le vicende dei castelli di Serino, Solofra e Montoro. Bisogna, però, dire che i Longobardi non avevano regole ben precise per la costruzione delle strutture di difesa, infatti, molte sono le fortificazioni di questo periodo caratterizzate da piante irregolari senza particolare predisposizione planimetrica, ma che si adattavano, invece, in maniera molto ingegnosa alla morfologia del territorio occupato, sfruttandone i punti già difesi naturalmente. Tuttavia, quando i Longobardi fondarono il Ducato di Benevento, il passo di Castelluccia, i monti Mai e quelli di Montoro e Forino furono l’ultimo baluardo del loro territorio, dato che la pianura non era ancora in loro possesso. In questo periodo di continua ascesa, grazie all’ottimale organizzazione militare ed amministrativa, Arechi I, Duca di Benevento, progettò di occupare la città costiera di Salerno, già da molto un fiorente porto commerciale. Per compiere questa impresa il Duca dovette rinforzare il confine succitato con alcune postazioni difensive che avrebbero protetto l’opera di conquista. Di conseguenza, il “castrum” di Rota fu rafforzato e furono edificati i presidi di Montoro, presso l’attuale frazione di Borgo e di Serino, in località “Toppola”. Tali opere non ebbero ancora le forme definitive di veri e propri castelli, ma servirono comunque a controllare il territorio, mentre il passo di Castelluccia continuò ad avere un ruolo di soprintendenza sulla “via antiqua qui vadit ad Sancte Agathe”. Con il Duca Arechi II (758 – 787 d.C.) si ebbe la grande fioritura di Salerno ed il conseguente popolamento della pianura e questa nuova condizione di pace e stabilità produsse un notevole incremento dei traffici commerciali. Col tempo, però, tra la capitale Benevento e la nuova realtà salernitana (quest’ultima indubbiamente preferita dal Duca Arechi II tant’è che vi trasferì per un periodo la capitale del Ducato e addirittura scelse di morirvi) cominciarono a generarsi pesanti attriti. Ci fu, infatti, dopo l’uccisione del Duca Sicardo caduto vittima di una congiura capeggiata dagli amalfitani, suoi nemici da tempo, un intenso periodo di lotte intestine, seguite da una forte crisi, tra Siconolfo, fratello della vittima e Radelchi, l’assassino che era stato il tesoriere di Sicardo. Il primo ricevette la fiducia dei salernitani, mentre il secondo assunse la reggenza di Benevento. Fra i due scoppiò una lunga guerra che portò all'intervento armato in Italia dei mercenari saraceni. Fu Radelchi il primo a chiamarli in proprio soccorso nell'841 d.C., seguito poi dallo stesso Siconolfo che fece altrettanto contro il suo rivale, al quale inflisse una pesante sconfitta alle Forche Caudine. La situazione divenne ben presto insostenibile e solo grazie all’imperatore Ludovico II (825 – 875 d.C) del Sacro Romano Impero, che pose fine al decennio di lotte sanguinose, si ebbe la famosa “Divisio Ducatus Beneventani” col Capitolare dell’851 d.C.. A seguito di questo importante evento storico nacquero i due principati longobardi di Salerno e Benevento ed il confine che li separò cadde sui monti di Forino e Montoro, seguendo la linea difesa dai citati presidi, che in questo frangente presero l’aspetto di veri e propri castelli. Infatti, il contrasto tra i principati fu lungo ed aspro, cosa che obbligò necessariamente le milizie a difendere un territorio ormai ricco di traffici e produzioni, minacciato, peraltro, anche dalle incursioni saracene provenienti dalla costa. E’ proprio in questo periodo (X secolo) che possiamo collocare la posa della prima pietra del presidio militare di Solofra, data la necessità di rinforzare ulteriormente la linea difensiva che passava sul confine. Esso venne edificato sulla collina a meridione del complesso montuoso del Pergola – San Marco e funse da rinforzo al già sviluppato Castello di Serino.
 
A cura di ALESSANDRO DE STEFANO 

La posizione di Solofra nella mappa del Sud Italia nell' XI secolo

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