martedì 19 gennaio 2016

grazie

E' cominciato un personale nuovo anno. 
Ho ricevuto centinaia di auguri via internet, telefono, posta e fattorini. La casa trabocca di fiori, arrivati anche da molto lontano.  Un'amica ha comprato un vassoio di paste indovinando le mie preferite ed è venuta a condividerle: un pensiero inaspettato e gentile.
Tutto ciò mi ha proposto l'idea di essere parte di una comunità formata da cerchi concentrici: il nocciolo, quelli più vicini al mio cuore, è incredibilmente ampio. Non avrei creduto, ma quando ho tentato di operare una precisa distinzione - tu sì, tu no, tu vai nel secondo cerchio - non ci sono riuscita, rendendomi improvvisamente conto di amare tutti con la medesima tenerezza. Una enorme famiglia di buoni e meno buoni, di generosi e di diffidenti, di fiduciosi e di avari, ciascuno secondo la sua natura e la sua esperienza di vita.
A tutti costoro desidero dire grazie, per esserci e per avermi ricordato perché, vero che gli auguri in sé non importano, importa quel momento della vita di ognuno che viene stralciato dal quotidiano e speso per una gentilezza. E ciò crea un momento di perfetta armonia.
Allora, per favore, vediamo di prolungarlo con continui piccoli gesti di generosità intorno a noi. Non regaliamo oggetti, non offriamo denaro. 
Offriamo un attimo di attenzione al nostro vicino.

lunedì 11 gennaio 2016

la ballata del sindaco pescatore



Ascolto per la prima volta la ballata che Vittorio Merlo ha scritto per raccontare Angelo, che  non ho personalmente conosciuto.
Ci sono i miei due nipoti, in casa. Dieci e dodici anni. Hanno smesso di giocare e ascoltano anche loro, miracolosamente in silenzio.
<<Era un eroe, vero?>> chiede Jean Paul, il più piccolo.
<<Certo - risponde Glwadys con la sufficienza delle femminucce appena cresciute - le ballate le scrivono solo per gli eroi. E poi, tantissimo tempo fa, lo hanno ammazzato. Chi è stato, nonna?>>
Provo a spiegare dov'è Acciaroli e dov'è Pollica, mare che conoscono. Racconto che Angelo era  sindaco e faceva il pescatore. Che era uno che ributtava in mare i pesci piccoli perché potessere diventare grandi. Che toglieva la plastica dall'acqua e la portava all'isola ecologica. Che proteggeva i gigli di mare affinché non fossero calpestati e distrutti. Che lasciava tanto spazio affinché i bambini potessero giocare e multava chi gettava i mozziconi a terra.  Che forse questo suo comportamento ha disturbato qualcuno di potente e cattivissimo di cui nessuno ha il coraggio di fare il nome, che forse l'ha ucciso la camorra che non c'è. Che, da cinque anni, ancora non si è riusciti a sapere.
<<Ma non hanno cercato? - corruga la fronte come una vecchietta che vuole a tutti costi vedere qualcosa che le sfugge - in cinque anni sono andati perfino dentro a una cometa e non hanno trovato uno che ha sparato sulla terra? Mi stai nascondendo qualcosa, dai, nonna...>>
Interviene Jean Paul, grande fruitore di gialli televisivi di ogni tipo, anche per nulla adatti alla sua età:
<<Quando è grande Mollica (!), con un nome così sarà piccolo, no? bastava recintare il paese e fare a tutti lo stub. Non l'hanno fatto, no? Poi controllavano l'alibi di tutti, specialmente di quelli che non avevano motivo per trovarsi lì. Poi, scusa, prima chiudevano la strada. O gli hanno sparato sulla barca?>> No, preciso, gli hanno sparato mentre, in auto, stava tornando a casa.
<<Pensa, come al papà di Pascoli. ...colui che non ritorna... però allora non c'erano i mezzi di oggi.>> interviene Glwadys.
Hanno tutti e due gli occhi lucidi e si aspettano una spiegazione più dettagliata, invece viene una domanda. LA DOMANDA.
<<E tu, che cos'hai fatto?>>
Dovrei spiegare tante, troppe cose, allora scuoto la testa sentendomi colpevole e faccio ripartire la ballata.

domenica 10 gennaio 2016

Il passato che torna

Ovvero le condanne che arrivano quando il colpevole si è rifatto una vita


“Proprio perché è possibile a tutti apprendere la virtù politica – sostiene Platone – è utile la punizione inflitta dalla città a chi non la pratica. La pena infatti non riguarda le azioni passate – per le quali non c’è più nulla da fare – ma le future. Serve ad evitare nuove eventuali colpe. La pena inflitta a scopo punitivo, egli spiega, è irrazionale, buona per le bestie. Quella inflitta a scopo educativo è razionale, utile per gli uomini.”
Per ottenere questo la pena, oltre ad essere proporzionata al reato, deve – dovrebbe – avere quelle qualità di certezza e di tempestività che la rendano davvero utile a interrompere il comportamento delittuoso del reo. Insomma la pena, per essere utile alla società che l’individuo ha danneggiato con il suo reato, deve soprattutto ottenere la sua riabilitazione e il suo reinserimento in essa a pieno titolo.
Sappiamo tutti, purtroppo, quanto questo preteso reinserimento sia reso difficoltoso dalla situazione attuale, nella quale il reperimento di una qualsiasi attività lavorativa è difficile per chiunque. Figuriamoci per una persona che vanta la referenza del carcere.
E poi tutti sappiamo che i processi, in Italia, spesso durano più del dovuto. Tanto più se se la vita del reo è alquanto disordinata e disattenta, accade che il processo vada lentamente avanti senza di lui. Il nostro tossicodipendente, ladruncolo o che so io, nel frattempo può essere cambiato, un incontro fortunato, un lavoro appassionante, un amore, un figlio, possono averlo fatto rientrare nell’ordine sociale e ha dimenticato – direi proprio rimosso – quel brutto periodo della sua vita.
La Macchina Giudiziaria invece ha continuato il suo percorso, perseverando distrattamente a inviare notifiche che tornano inevase dalla residenza di anni prima, perché la legge è chiara: è compito dell’imputato o del suo difensore comunicare alla Procura con tempestività ogni cambiamento di residenza.
E non importa se la residenza, essendo pubblica, può essere facilmente rintracciata da chiunque voglia darsi la pena. Tant’è che, quando la condanna in contumacia sarà diventata definitiva, quella stessa Procura non avrà difficoltà ad individuare il nostro e ad applicargli la pena.
Ovviamente saranno da tempo lunghissimo scaduti tutti i termini per ricorrere sia alle istanze superiori (appello e cassazione) sia per indirizzare un’istanza al Tribunale di Sorveglianza affinché tenga conto del già avvenuto reinserimento. Ora, viene spontaneo chiedersi di che utilità sociale possa mai questa condanna che viene a interrompere una vita ormai rientrata nella normalità. Non importa che rientri tutte le sere soddisfatto di aver lavorato e onestamente guadagnato di che provvedere alla sua famiglia. Non importa nient’altro che la condanna che gli è stata comminata una decina d’anni fa.
Importa che paghi. Ma a chi?
Secondo legge, sarà arrestato e condotto in carcere. Con sua grande sorpresa, si capisce. Da lì, dopo un ragionevole periodo di osservazione (basterebbero un paio di mesi, ma il personale è esiguo per il numero dei detenuti, e gli psicologi, che dovrebbero firmare insieme all’educatore la relazione, sono rarissimi), potrebbe inoltrare al Tribunale di Sorveglianza un’istanza di affidamento ai Servizi Sociali. A condizione che abbia conservato la casa e il lavoro, ciò che appare improbabile.
Allora la domanda che è necessario porsi è la seguente: a chi serve che paghi? Non certo alla società che perde un suo membro attivo e ormai reinserito senza bisogno del carcere.
Non serve a nessuno. Ma le macchine che hanno iniziato un percorso spesso vanno avanti per forza d’inerzia. Non importa se spaccano, investono, distruggono, uccidono.
Ma come fermarle?

lunedì 7 settembre 2015

Chi può, faccia, prima che sia troppo tardi

quotidiano Il Roma del 07.09.2015
Una strana situazione quella di Arzano, di cui ho già scritto più e più volte. Una situazione che non può passare inosservata nemmeno vista da Modena.
Riassumo ancora una volta: tempo fa, la gestione del Comune di Arzano fu sottoposta all'analisi di una Commissione di Accesso. Durante il breve periodo (mesi, non anni) in cui detta Commissione si attivò per capire e relazionare il Ministro circa eventuali infiltrazioni e presenze camorriste, ne accaddero di tutti i colori, dall'auto di servizio rubata al suo Presidente, ai tre corvi uccisi e impiccati davanti al Comune. Avvertimenti di diverso peso e livello che la Commissione valutò, pur non tenendone conto.
Non appena la relazione fu consegnata e il Consiglio dei Ministri fu in grado di decidere, il Comune fu commissariato per mafia.
Fu poi nominata una Triade Commissariale per il governo dello stesso, presieduta dal pref. Umberto Cimmino. Si levò un coro di stupito disappunto: come è possibile - in una situazione così delicata - nominare un prefetto residente con famiglia nella medesima zona? Altri, più imbarazzanti motivi di diverso ordine furono espressi da un'interrogazione alla quale a tutt'oggi non risulta risposta.
Negli ambienti bene informati ora si sussurra che un tale, dal curriculum vivace, travestito da cittadino esemplare e malgrado il suo nome compaia negli atti di ben due scioglimenti, si proponga quale leader di un comitato di cittadini, nel disinteresse delle autorità locali che paiono guardare altrove.
E allora? A nulla è servito l'iter di cui sopra, se il Ministro non interviene.
Sono stanca di scriverne: può importare a qualcuno?

domenica 6 settembre 2015

Castel Volturno: domande senza risposta

una caditoia fra mille a Villaggio Coppola: l'immagine parla da sola
Abbiamo ricevuto e, senza bisogno di ulteriore controllo, pubblichiamo con piacere. Stesso spazio riserviamo a Dimitri Russo, sindaco di Castel Volturno eletto nel maggio dell'anno scorso, se desiderasse rispondere rimanendo sul piano politico, nel senso di "governo della polis".
La situazione di Castel Volturno ci è nota da anni. Ne abbiamo scritto. Ci siamo battuti per tentare di cambiare qualcosa. 
Basti, per il tutto, un esempio. Abbiamo notato che l'ordinanza commissariale che aveva intimato al privato detentore l'intervento sulle fognature che, a Villaggio Coppola, sversano direttamente a mare contestualmente alla riapertura della Darsena, diventata una cloaca a cielo aperto. I tempi erano scaduti e sarebbe stato sufficiente, nel seguito legale di questa (notiamo la presenza di un avvocato nella giunta!), rilevarne  il non adempimento. Invece no. Se ne è riscritta un'altra (tempo perso: praticamente un anno) e si è poi lasciata cadere anche questa nel dimenticatoio. Perché?
Nel frattempo però il Sindaco metteva in scena il burlesque sulla Domitiana con un'assessora travestata da prostituta.
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Sono trascorsi 420 giorni dall’insediamento della nuova amministrazione – votata ed eletta proprio lì dove, “il tessuto sociale ed economico è molto degradato e non vi è senso di appartenenza” – lì dove vige il divieto bolscevico ai cantanti neomelodici – e dove la politica partitica non ha realizzato alcuna delle sue promesse - dove, semplicemente, ha fallito. 
In questi 420 giorni quanto lavoro ha creato questa Amministrazione? 
Cosa è stato fatto per il Cimitero Nuovo?
Che fine ha fatto il Progetto da 470.000 euro della Regione Campania voluto fortemente dalla Commissione Straordinaria – su mia richiesta - volto all'installazione di telecamere da installare sul territorio? 
Sindaco può smentirmi quando affermo che stiamo effettuano meno una percentuale inferiore di raccolta differenziata rispetto a quanto c’era la Commissione Straordinaria? 
E' stato eseguito il collaudo delle opere pubbliche ad oggi mai collaudate? (Vedi Domitiana) e sono state verificate le fideiussioni dei privati? 
Come mai la Consulta delle Associazioni non si è mai riunita da quando c'è questa Amministrazione Comunale? 
Perché non si è fatto nulla di concreto per costringere il privato a bonificare la Darsena? 
Cosa è stato fatto per far sentire meno abbandonati i cittadini di Destra Volturno, della Domitiana e di Bagnara? 
Il vero problema di questa città è che i cittadini non sono veramente informati su quello che accade e su come è gestito il bene comune, ma la più grande responsabilità del Sindaco è l’aver svenduto la vera essenza dell’essere di sinistra, perché a mio avviso essere di sinistra, significa avere il coraggio di abbracciare pienamente la questione morale e rispettare la democrazia e le regole. 
Se si continua su questa strada, la partecipazione democratica a Castel Volturno rischia di restringersi ulteriormente, soffocata dal qualunquismo, dal populismo e da una sconcertante discriminazione. L'unico messaggio trasmesso da quest’amministrazione, che parla di “riqualificazione culturale”, senza avere gli strumenti necessari e come, un genitore dispotico, pretende di educare i figli, ma non sa da dove cominciare, perché gli mancano i concetti più elementari di cultura, educazione e buon senso a cui ricorrere. Mi auguro che l’ultima polemica, non sia stata inventata per la necessità di mostrare in tutta Italia mediaticamente, che il Sindaco di Castel Volturno è contro la camorra e contro l’illegalità.
Se così fosse, vuol dire che uno dei due ha un’idea errata di cosa sia concretamente il contrasto ai poteri forti, al clientelismo e alla camorra.
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sabato 5 settembre 2015

E' finita l'estate

funerale di Lucky Luciano, per gentile concessione del Secolo XIX
Finita l'estate. E' cominciato l'autunno con un temporale violento, di quelli che non si vedono spesso nella Bassa Modenese. L'aria si è illimpidita e fortemente rinfrescata, il sole brilla di nuovo, come se si fosse rigenerato.
Come vorrei che il medesimo temporale spazzasse via anche certe notizie dell'estate. E soprattutto le imbelli futili reazioni ad esse. Reazioni mediatiche per lo più.
Parliamo del funerale di Vittorio Casamonica. Scandalo certo, perché delle esequie così non si ricordavono dalla morte di Lucky Luciano, nel '62 (che fosse la stessa carrozza?).  Devo essere proprio sincera: non mi sono sentita scandalizzata da loro, dai Casamonica. Loro hanno offerto al capostipite l'estremo saluto che pensavono gli fosse dovuto. 
Sono scandalizzata dal pref. Gabrielli: vorrei che un temporale altrettanto violento potesse cancellare dalla mia memoria e dalle migliaia di foto d'agenzia la sua faccia leggermente sorridente e per nulla imbarazzata mentre ammette che, sì, qualcosa non ha funzionato. Che cadranno delle teste. Quali? quella del magistrato che ha autorizzato un figlio detenuto a partecipare al funerale del padre? quella dell'innocente Carabiniere che ha preso nota e trasmesso l'informazione alla Polizia di Stato? quella della P.S. che ha trasmesso al Questore? quella del Questore che ha informato il Capo di Gabinetto del Prefetto? Però non ho ancora visto nessuna ghigliottina: come mai?
Sono scandalizzata, ma non dal funerale. E nemmeno che ciò sia potuto accadere. Sono scioccata perché i Casamonica (e non solo loro, sono certa che potete capirmi) sono stati in grado di organizzare l'arrivo due/tremila persone e  perché un elicottero ha potuto sorvolare la città, senza che quei tali ufficialmente preposti alla nostra sicurezza muovessero un dito, ma sapessero solo piangere poi sul latte versato (si fa per dire: nemmeno una lacrima!). Ma quegli altri, quelli segreti e costosissimi (non sappiamo quanto perché attingono direttamente a una cassa speciale del Capo dello Stato) dov'erano? La loro funzione non era questa?  E allora: a che servono???
Manifestazione poi in piazza "contro la mafia" organizzata dal partito di governo, ossia allo spettacolo rispondiamo con lo spettacolo. Se non mi venisse voglia di piangere, potrei perfino trovarla divertente. E magari c'erano pure gli uomini di mafia-capitale a fare numero. E qualche Casamonica per farsi due risate  alle nostre spalle.

mercoledì 2 settembre 2015

Freeze Flash Mob – Per Angelo, ovunque egli sia

Pubblicato il  da fondazionevassallo


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Congelato, immobile“, è questo il significato del termine inglese “freeze” che abbiamo usato per esprimere la natura e l’obiettivo del flash mob che la Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore intende promuovere per il prossimo 5 settembre, in occasione del quinto anniversario della barbara uccisione del Sindaco Pescatore.
COME PARTECIPARE – In tutta Italia, da Capaci a Trieste, si potrà ricordare Angelo Vassallo con un minuto di silenzio, facendo il passaparola tra amici e conoscenti, coordinandosi e ritrovandosi alle ore 19.00 in uno spazio comune nella propria città “per fermarsi – come spiega Dario Vassallo, presidente della Fondazione Vassallo – immobili a pensare alla bellezza, l’unica e sola arma contro l’indifferenza, l’oblio, lo squallore del compromesso morale“.
UN FIOCCO BLU PER IL SINDACO PESCATORE – Un minuto, il silenzio immobile e un fiocco di colore blu, come il mare che Angelo tanto amava, per ricordare quel vile gesto che cinque anni fa ci lasciò impietriti e “congelò”, mai termine fu più adatto, futuro e speranze, sogni e certezze.
ADERISCI ANCHE TU – Le adesioni possono essere comunicate alla Fondazione Vassallo scrivendo una e-mail all’indirizzofondazionevassallo@gmail.com, indicando i soggetti promotori (comune, associazioni, cittadini ecc.), la città e il luogo di incontro. Le informazioni saranno pubblicate sulla pagina Facebook della Fondazione per diffondere la notizia e sensibilizzare alla partecipazione.
RACCONTA IL TUO FLASH MOB – La Fondazione sarà lieta di raccogliere testimonianzefoto e video del flash mob del 5 settembre. Il materiale può essere inviato tramite e-mail all’indirizzo fondazionevassallo@gmail.com oppure tramite messaggio privato sulla pagina Facebook ufficiale: Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore.
Ovunque voi siate, fermatevi con noi. Un minuto. Per Angelo, ovunque egli sia.


p.s. Angelo Vassallo amava ripetere “Lo Stato siamo noi, sono i paesi che fanno il Paese e la vera ricchezza è il posto in cui si vive“. Cinquantacinque mesi in giro per raccontare il suo operato, da un capo all’altro del nostro Paese e non solo, ci hanno insegnato, tra le altre cose, a non dare per scontate le potenzialità dei luoghi e delle realtà che ci ospitano: in ogni tappa ci sono vitestoriemomenti che meritano di essere raccontati perché sono nutrimento per la nostra crescita e perché ci hanno aiutato a coltivare la pazienza di osservare tutta la sfacciata bellezza che ci assedia. (Dario Vassallo)